Divulgare la ricerca: giovani e innovazione nelle terapie antitumorali

I ricercatori coinvolti nel progetto R&D Abiti sono impegnati non solo in laboratorio ma anche in attività di divulgazione per far conoscere la loro attività e sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca scientifica, soprattutto tra i giovani.

Marco Rizzo (nella foto scattata in laboratorio), del gruppo di ricerca dell’Università dell’Insubria coordinato dal professor Umberto Piarulli e dalla professoressa Silvia Gazzola, ha recentemente tenuto due incontri con alcune classi delle scuole superiori di Como.

“Ho cercato di spiegare in modo semplice l’importanza della ricerca scientifica, con particolare attenzione a quella svolta in ambito antitumorale – spiega il dottor Rizzo – Ho affrontato temi come la scoperta di molecole con attività antitumorale e il problema dei loro effetti collaterali, che spesso ne limitano l’utilizzo”.

Il ricercatore ha anche introdotto il concetto di ADC (Antibody-Drug Conjugates), sistemi costituiti da un anticorpo legato a un complesso formato da un linker e un farmaco citotossico (citotossico letteralmente vuol dire tossico per le cellule, in questo caso le cellule tumorali). “Queste strutture sono in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali – ha continuato – l’anticorpo riconosce specifici antigeni presenti sulla loro superficie, si lega ad essi e viene internalizzato, permettendo il rilascio del farmaco direttamente all’interno della cellula tumorale”.

E’ questo il contesto in cui si inserisce il progetto R&D Abiti, finanziato dal programma Interreg Italia Svizzera, che ha l’obiettivo di sviluppare i Nanobody Drug-Conjugates (NDC). In questi sistemi, al posto degli anticorpi tradizionali vengono utilizzati nano-anticorpi, più piccoli e capaci di raggiungere antigeni difficilmente accessibili, superando così alcuni limiti degli ADC convenzionali.

“Il mio gruppo di ricerca è impegnato sia nella realizzazione di bioconiugati, in cui complessi linker-farmaco vengono legati ai nano-anticorpi – ha concluso Rizzo – sia nello sviluppo di nuovi linker peptidici progettati per garantire un rilascio selettivo di farmaci antitumorali da questi coniugati”.

Far conoscere alle giovani generazioni la ricerca scientifica e le sue applicazioni non solo favorisce una maggiore consapevolezza e curiosità verso questi argomenti, ma offre anche ai ragazzi strumenti preziosi per orientarsi nella scelta del proprio percorso di studi e professionale. Investire nella divulgazione significa seminare conoscenza e opportunità, affinché ognuno possa trovare la strada più adatta alle proprie passioni e talenti.